Self-coaching EMDR: solido, strutturato e subito applicabile

Basi specialistiche, consigli pratici e contenuti approfonditi per un’auto-applicazione consapevole.

Self-coaching EMDR: solido, strutturato e subito applicabile

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Modulo 4 – I 6 passaggi dell’auto-coaching EMDR

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Da singoli elementi a un processo chiaro – e perché la struttura è fondamentale

Dopo aver stabilito nei moduli precedenti le basi, il meccanismo d’azione e l’attuazione pratica dei movimenti oculari, segue ora la fase in cui tutto viene integrato.

Fino a questo punto hai a disposizione i singoli componenti. È comprensibile come agisca l’EMDR, quale ruolo svolgano i movimenti oculari e come possano essere messi in pratica. Ciò che manca ancora è la struttura chiara che trasformi questi elementi in uno svolgimento continuo.

È proprio qui che inizia questo modulo.

Perché uno svolgimento guidato ha una qualità diversa

Una differenza sostanziale si manifesta qui nella forma di trasmissione. Uno svolgimento può essere descritto, ad esempio in un libro o in una guida scritta. Questo crea una comprensione dei singoli passaggi, tuttavia l’attuazione rimane spesso frammentata.

Un video guidato ha una qualità diversa.

Il processo non viene solo spiegato, ma sostenuto nel suo decorso temporale. Le transizioni non avvengono in modo teorico, ma diventano direttamente esperibili. Attenzione, ritmo e struttura si intrecciano senza dover essere assemblati attivamente.

In questo modo si crea una forma di applicazione decisamente più stabile rispetto a una ricostruzione puramente mentale dei singoli passaggi.

Questo modulo ti prepara esattamente a questa forma di attuazione.

I sei passaggi come cornice – e come sostengono il processo

Lo svolgimento qui presentato si basa su una struttura chiara, suddivisa in sei passaggi che si sviluppano l’uno sull’altro.

Il punto di partenza è l’individuazione di un tema concreto che funge da ingresso nel processo. Successivamente vengono nominate le emozioni associate, creando così una prima connessione consapevole con l’esperienza interiore. In aggiunta a ciò, l’attenzione si rivolge alle sensazioni corporee, che spesso giocano un ruolo centrale nel prosieguo.

Su questa base inizia l’elaborazione vera e propria. In questa fase il processo viene messo in moto e portato avanti. In seguito, lo sguardo si rivolge a possibili sensazioni residue, che spesso diventano visibili solo nel corso del processo e possono essere affrontate in modo mirato. La conclusione è costituita dal consolidamento dell’esperienza trasformata, portando così il processo in una forma stabile.

Questi passaggi non vanno intesi isolatamente, ma si intrecciano e formano insieme la cornice per un’applicazione comprensibile e ripetibile.

Distinzione dalla terapia EMDR classica

A questo punto è importante fare una distinzione chiara.

La struttura qui presentata si differenzia consapevolmente dalle otto fasi della terapia EMDR classica. Mentre l’applicazione terapeutica necessita di una cornice più ampia e include altri presupposti, il processo di auto-coaching è miratamente ridotto e adattato. Allo stesso tempo, l’auto-coaching si riferisce esclusivamente a temi di natura non patologica, ovvero a contenuti che si presentano nella vita quotidiana e che possono essere elaborati autonomamente.

Questa semplificazione non è una perdita di qualità, ma un adattamento consapevole alle esigenze dell’auto-coaching. Ti permette di applicare il metodo in autonomia senza dover riprodurre l’intero contesto terapeutico.

La struttura alla base di questo modulo si fonda su uno sviluppo pluriennale ed è stata perfezionata nella pratica nel corso di molti anni. Persegue l’obiettivo di fornire uno svolgimento chiaro e funzionante, che non richieda ulteriore complessità.

Orientamento nel processo – e perché crea sicurezza

Uno svolgimento strutturato ha un effetto centrale: crea orientamento.

Durante l’applicazione si presentano sempre momenti in cui non è chiaro come procedere. Senza una struttura definita, ciò porta rapidamente all’insicurezza o all’interruzione prematura del processo.

Con una sequenza comprensibile, questo punto viene notevolmente attenuato.

Diventa riconoscibile a che punto del processo ti trovi, cosa sia opportuno fare dopo e come le singole fasi siano collegate tra loro. In questo modo nasce una forma di sicurezza che non si basa sul controllo, ma sulla comprensione.

Questo modulo pone esattamente queste basi.

Preparazione all’esperienza concreta

Con questo modulo la costruzione del sistema è completata. I singoli componenti sono stati inquadrati, l’attuazione è stata chiarita e lo svolgimento è strutturato.

Nel prossimo passaggio, questo processo non verrà ulteriormente spiegato, ma reso direttamente esperibile.

L’applicazione guidata nel modulo successivo riprende la struttura qui presentata e la trasforma in un’esperienza concreta. In questo modo diventa visibile come i singoli passaggi agiscano in sinergia.

Questo modulo costituisce quindi la base per questa transizione. Assicura che l’applicazione seguente non venga vissuta in modo isolato, ma possa essere intesa come parte di un processo chiaramente strutturato. Leggi di più sul modulo 5…

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